Il virus dell’epatite C (HCV) è un’infezione che colpisce il fegato e che, nella maggior parte dei casi, non viene eliminata spontaneamente dall’organismo. Se non diagnosticata e trattata, può evolvere silenziosamente verso condizioni gravi come la cirrosi epatica o il tumore del fegato.
Il dato più preoccupante è che l’infezione può restare asintomatica per anni o decenni: molte persone non sanno di averla.
Il contagio avviene attraverso il contatto diretto con il sangue di una persona infetta. Le principali modalità di trasmissione includono:
Sì. L’epatite C decorre spesso senza sintomi evidenti per anni. I segnali più gravi — come ittero o accumulo di liquidi nell’addome — compaiono solo quando il danno al fegato è già avanzato. Per questo la diagnosi precoce è fondamentale.
Lo screening si esegue con un semplice prelievo di sangue, attraverso cui vengono ricercati gli anticorpi anti-HCV prodotti dall’organismo in risposta all’infezione.
I possibili esiti sono tre:
Sì. Oggi sono disponibili terapie in compresse, da assumere per 8-12 settimane, che eliminano definitivamente il virus in oltre il 98% dei casi, senza effetti collaterali rilevanti.
In Italia è attivo un programma di screening gratuito rivolto alle persone nate tra il 1969 e il 1989, una fascia di popolazione che potrebbe essere stata esposta al virus prima che fossero disponibili i test di rilevazione sul sangue.
Il test è gratuito, rapido e riservato: solo il paziente e il personale sanitario vengono informati dell’esito.

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